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Storia
Radio Centro Fiuggi
Radio Centro Fiuggi Nel marzo del 1984 nasce a Fiuggi, in provincia di Frosinone, una nuova radio privata. Due fratelli, Vittorio e Nuna Incocciati, che nella vita fanno i commercianti, ma hanno una forte passione per la musica, decidono di “aprire una radio”.
Il nome nasce dalla posizione degli studi, ubicati appunto in una mansarda del centro della cittadina termale, e la programmazione viene riempita dai proprietari, dai loro figli e dagli amici di questi ultimi: ognuno occupa una fascia oraria che spesso è composta da una sola ora, e propone la musica che più gli piace, molte volte portandosela da casa.


La programmazione della radio risultò ben presto un mix di generi che catturavano la totalità degli ascoltatori, in quanto ognuno di loro poteva trovare, a seconda della fascia oraria, il proprio genere preferito. Si passava dal revival italiano anni ‘50-’60 dei programmi della mattina condotti dai proprietari, alla musica commerciale e di classifica del pomeriggio, fino ai programmi “tematici” della notte, condotti da appassionati di rock piuttosto che di jazz. Il tutto era tenuto insieme dal collante delle dediche.

Il successo era decretato dalla familiarità che si veniva a creare tra ascoltatori e conduttori, aiutata anche dal dichiarato ed evidente dilettantismo di questi ultimi e dal fatto che si trattasse di persone con le quali si intrattenevano quotidiani rapporti di convivenza cittadina.

Inoltre la radio diventava il mezzo per amplificare le notizie locali che costituivano le rare edizioni dei notiziari e per coinvolgere, attraverso le dediche, l’intera comunità nelle ricorrenze private, quali matrimoni, compleanni, nascite.

Alla fine del 1987 entra a far parte dello staff di Radio Centro Fiuggi un nuovo gruppo di collaboratori, che va ad affiancare la vecchia guardia e, dopo un certo periodo di assestamento, delinea una nuova programmazione, basata su una fascia mattutina dedicata ad un pubblico più maturo, con dediche, prevalenza di musica italiana anche molto datata, giochi e rubriche di politica ed informazione locale; dalle 14 la radio cambia totalmente volto, con un serrato susseguirsi al microfono di conduttori giovani, aiutati da una programmazione musicale prefissata attraverso una playlist aggiornata quindicinalmente.

Grazie all’entusiasmo e la voglia di apprendere dei giovani conduttori, la programmazione pomeridiana prende una forma molto originale, basata sulla scelta accurata dei brani e la possibilità di inserire nella play list anche canzoni che per i motivi più diversi non avrebbero mai trovato spazio sulle radio più grandi.

Gli appuntamenti fissi del pomeriggio erano i notiziari flash, realizzati con 5/6 notizie nazionali, che andavano in onda in 3 edizioni ogni ora e mezza (15-16.30-18) e dagli appuntamenti con le proposte musicali: “Disco Proposta” e ”Album della Settimana” e consistevano rispettivamente in un brano (un 45 giri) sul quale la direzione artistica puntava (perché era l’atteso nuovo disco di un personaggio conosciuto oppure perché, pur essendo una novità, l’intuito spingeva a scommettere sul suo successo) e in un LP del quale si voleva approfondire l’ascolto e se ne proponeva un brano diverso in ogni appuntamento. Entrambe queste proposte restavano in carica una settimana (dal lunedì al sabato).

Il pomeriggio del sabato era dedicato, oltre ad un programma sportivo, alla trasmissione delle classifiche divise in una di musica italiana e una di musica straniera (Hit Italia ed Hit International) rispettivamente di 10 e 20 posizioni, redatte in base alle richieste ed ai passaggi. Le proporzioni di divisione tra musica italiana ed internazionale erano quelle tradite dalle posizioni delle classifiche, cioè 1 a 2.

Nell’organizzazione di questa piccola oasi felice della radiofonia coabitavano retaggi del periodo pionieristico delle radio private, tentativi di professionalizzazione e voglia di sperimentare nuovi linguaggi e nuovi ambienti sonori che gli splendenti nuovi network non riuscivano a dare.

La divisione della piccola emittente in due, con una fascia della mattina dedicata ad un pubblico maturo ed un pomeriggio pieno di tutti i generi più amati dai giovanissimi, risultò una formula vincente per combattere lo strapotere delle radio più grandi senza scadere nel localismo più becero. Grazie al fatto di avere gli studi in una città turistica, meta continua di cantanti impegnati nei concerti e nelle manifestazioni estive, la programmazione si arricchiva di interviste e ospitate di artisti e cantanti negli studi della radio.

Gli anni ’90 di Radio Centro Fiuggi iniziano con la confusione ed i timori che le direttive contenute nella Legge Mammì regalò alla totalità delle emittenti, specie quelle più piccole. Alla tentazione di lasciare, cedendo le frequenze al migliore offerente, la proprietà preferì la prosecuzione dell’avventura, con la convinzione che oltre a mantenere la posizione nel piccolo mercato pubblicitario esistente si potessero creare i presupposti per un’espansione almeno provinciale. Così si proseguì il lavoro nella cura della programmazione e nel tentativo di accontentare la maggior parte possibile di fasce d’ascolto. Inoltre si tentò l’approccio con le case discografiche, investendo anche nell’immagine della radio. A quest’ultimo intento si devono ascrivere le partecipazione con i propri inviati alle maggiori manifestazioni musicali italiane (Festival di Sanremo, Festivalbar) e le numerose interviste ad artisti italiani realizzate dallo staff della radio, che nel frattempo era cresciuto anagraficamente e professionalmente.

Radio Centro Fiuggi è tuttora una semplice radio di una piccola cittadina, come probabilmente ne sono rimaste poche in Italia. Proprio per questa sua condizione tutt’altro che malinconica, essa rappresenta un bene da preservare per la radiofonia nazionale e resta comunque un esempio tutt’altro che comune di resistenza all’inevitabilità degli sviluppi della radiofonia locale.

Oggi Radio Centro Fiuggi, nonostante abbia perso da poco il suo “papà” Vittorio, resta una bella realtà locale, sorretta da un gruppo di irriducibili appassionati di radio e dall’affetto dei suoi ascoltatori.

Testo tratto da “Radio e Musica leggera: storia di un amore duraturo” di Simone Fattori.
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